La Valpolicella e la sua famiglia di vini
A nord di Verona, tra la città e la Lessinia, si apre la Valpolicella: colline terrazzate, ville venete, e le uve autoctone Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara.
Da queste uve nascono quattro vini diversi, ed è utile sapere come si distinguono. Il Valpolicella è il vino base, fresco e beverino. Il Ripasso si ottiene rifermentando il Valpolicella sulle vinacce dell'Amarone: più corpo, più struttura. L'Amarone nasce da uve fatte appassire per mesi in fruttaio, che perdono acqua e concentrano zuccheri: viene un vino secco, potente, con gradazioni alte. Il Recioto segue lo stesso appassimento, ma la fermentazione viene interrotta: resta dolce, ed è il vino da dessert.
Il Soave, il bianco
A est della città, verso Vicenza, ci sono le colline vulcaniche di Soave, dominate dal castello scaligero. Qui si coltiva la Garganega, da cui nasce il Soave: un bianco che, nelle versioni classiche di collina, ha struttura e capacità di invecchiare, molto lontano dal vino da tavola con cui è stato confuso per decenni.
Il borgo di Soave è a 29,5 km, circa 27 minuti: la visita al castello e un giro tra le cantine si fanno nello stesso pomeriggio.

Il Bardolino, il vino del lago
Sulla sponda veronese del Garda, tra Bardolino, Lazise e Garda, si produce il Bardolino: rosso leggero, da bere giovane e leggermente fresco. C'è anche la versione Chiaretto, rosata, che è diventata negli ultimi anni il vino dell'estate gardesana.
È il vino più semplice dei quattro, e il più adatto a una cena in terrazza d'agosto.
Come organizzare una visita in cantina
Quasi tutte le aziende della Valpolicella e del Soave ricevono su prenotazione. Il giro tipo dura un'ora e mezza: si visitano la cantina e il fruttaio dove appassiscono le uve, poi si degustano tre o quattro vini in scala, dal Valpolicella all'Amarone.
Prenotate almeno il giorno prima, anche solo con un messaggio. E organizzate un guidatore che non beve: le strade collinari sono strette e i controlli frequenti.
Il periodo più bello è tra settembre e ottobre, quando si vendemmia e i fruttai si riempiono.
Dove assaggiarli senza uscire dalla città
Chi non ha tempo per la campagna può assaggiare gli stessi vini in città: le enoteche del centro storico li hanno tutti al calice, e in primavera Vinitaly and the City porta i banchi di degustazione nelle piazze.
Oppure si comprano al supermercato qui sotto e si aprono a casa, con un risotto.
Una cucina vera, con il supermercato a 30 metri
L'appartamento ha una cucina completa e attrezzata: si compra il riso Vialone qui sotto e si prova il risotto a casa. Fino a otto ospiti, quattro camere, due bagni.
